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Dark Souls III: storia di un riscatto

DARKSOULs

Premetto: se ti aspetti una recensione sul gioco…“SEI MORTO”. Avvisato.

Qualche settimana fa dopo la solita giornata di merda lavorativa, alle ore 17.00 in punto, si è acceso il mio primo falò di speranza, quel giorno usciva Dark Souls III.

Mi muovo lesto verso il mercante e gli sparo abbastanza anime per la mia edizione speciale di DS e corro a casa per godermi la mia partita.

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Accendo la macchina infernale inserisco il gioco e parto, parto tutto contento e carico, creo il mio “disgraziato puzzolente” e mi avvio verso l’oscurità.
Dentro di me sapevo più o meno come sarebbe andata, non sono un fenomeno in questo gioco perchè sinceramente non mi ha mai preso così tanto da passarci le ore nonostante li avessi giocati in passato e quindi mi manca l’esperienza, però noto con piacere di cavarmela ma i dubbi sulla mia mancata disfatta cominciano a salire. Il divertimento bilanciava i sentimenti di goduria e paura ma fino ad un certo punto. Un punto ben preciso sono sincero, non me ne vergogno ma dopo 10 minuti di spavalderia mi si presenta davanti il primo boss del titolo, e muoio.

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Muoio, muoio e muoio ancora cazzo! Sono morto talmente tante volte che la mia arma ormai era distrutta e non faceva più danni, la mia anima è morta lentamente e la tristezza è ritornata nel mio cuore.

Non contento e incredulo della mia incapacità non ho voluto mollare e pensai : “O il gioco è il più difficile di sempre o io sono un asino”.

Ho ricominciato il gioco e ho cambiato classe (anche sapendo che le classi in DS non contano un cazzo, o almeno nei primi minuti di gioco) e dopo altri 10 minuti ritrovo LUI, quel pezzo di merda che già rideva del mio ritorno.

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Beh, il pezzo di merda ha smesso di ridere quasi all’istante e constatai che la risposta giusta era la seconda, ero stato un asino.

Da li, la rinascita. Il mondo intorno a me sembrava più luminoso e mi ricordai le parole del mio re :”Ci sarà l’ora dei lupi e degli scudi frantumati quando l’era degli uomini arriverà al crollo, ma non è questo il giorno! Quest’oggi combattiamo! ” , e ho continuato la mia avventura tritando nemici su nemici.

Sono morto parecchie volte, mi sono bloccato in quelle vie anguste e distrutte parecchie volte, ma non ho mai mollato.
Ho capito che non esistono giochi o avventure che non fanno per qualcuno, ci saranno sempre quelli più bravi, ci saranno sempre gli espertoni che si vantano di saperne un sacco in più di te e che sono morti la metà delle volte, ma tu sei ancora li, vivo che tieni duro in mezzo all’oscurità e a creature orribili e nella testa mi sorge un pensiero…

E’ esattamente come la mia vita, e nessuno può dirmi come devo viverla. Cadrò 100 volte e ci saranno quelli più bravi di me, ma io sarò sempre li, in piedi e che gli piaccia o no ci sono anche io e completerò anche questa avventura a testa alta e a cazzo duro e se a qualcuno non piace come lo faccio, beh, un colpo di katana sulla testa e via andare.

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A cura di thebarba47

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