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Rileggere Berserk: Una storia d’amore

Berserk 1

Chiunque abbia letto, o si sia solo approcciato velocemente all’opera di Kentaro Miura “Berserk” si potrebbe chiedere come mai io abbia deciso di mettere nel titolo di questo articolo la parola “amore”. Scorrendo ogni albo di questa magnifica opera, soffermandosi a guardare le immagini proposte dalla abile mano del maestro Miura, la parola amore non traspare per nulla. Guerre, fame, povertà, mostruosità, incesti, massacri, desolazione, ansia, occulto, paganesimo, superstizione, leggende, paura, sesso… queste sono le parole che potrebbero rendere più l’idea del manga “Berserk”, di certo non la parola amore.

Gatsu 1

Quindi perché ostinarmi ad usare la parola amore per definirlo?

Una persona che ha letto Berserk sa che è una storia d’amore. La storia di un uomo che ama la sua spada, che ama brandirla, che ama porre fine all’esistenza di chiunque provi a sbarragli la strada, e sopratutto ama l’idea di vendicarsi. Nulla è più forte dell’amore che prova Gatsu per tutto questo… nemmeno i nemici che si oppongono al suo volere possono far nulla per fargli odiare questo tipo d’amore che prova. La trama è semplice, come tutte le trame, ma è nella storia che salta fuori l’arte. Non cade mai nel banale o nello scontato, a volte esagera ma suvvia… chi non lo fa.

berserk 3

La definizione del disegno è qualcosa di spettacolare che difficilmente ti fa girar pagina per continuare a divorare la storia. La voglia di godersi i dettagli come se ci si trovasse di fronte ad un opera d’arte in un museo ti fa passare l’astio nei confronti di Miura, che ci mette un eternità a finire un capitolo. Le immagini ti comunicano la storia, potrebbe anche evitare di mettere i dialoghi che tanto si capirebbe comunque. Le scene di combattimento sono dense, poco confuse e ti sembra quasi di provare il dolore e la rabbia del protagonista.

beje

Essendo un Fantasy gli argomenti trattati sono i soliti, ma saltano fuori con il passare del tempo. Non ti butta fuori tutto subito, ma se la prende comoda e nel farlo ti sorprende anche con l’uso di Flashback che non annoiano, ma ti fanno apprezzare di più la storia. Tutti questi punti fan capire perché l’opera di Miura è sulla cresta dell’onda dal 1989.

Era un oggetto troppo grande per chiamarlo spada. Troppo spesso, troppo pesante e grezzo. Non era altro che un enorme blocco di ferro.
Era un oggetto troppo grande per chiamarlo spada. Troppo spesso, troppo pesante e grezzo. Non era altro che un enorme blocco di ferro.

Il berserk  è un uomo che nel corso di una battaglia non pensa ma agisce, non difende ma attacca, viene colpito ma non sente dolore, distrugge se stesso e chi gli sta in torno. Quindi il nome di questa opera è azzeccato quanto il suo personaggio principale “Gatsu”… anche detto : “L’ecatombe”.

Se non avete mai letto Berserk il mio consiglio è quello di farlo!! Se lo avete letto beh… rileggetelo, perché una volta riletto il sentimento che proverete per quest’opera sicuramente potrebbe essere definito con la parola: “Amore”.

Kentaro Miura

A cura di JacKHiCKs

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