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Pokémon: Marchiati sulla pelle

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Il fenomeno “Pokémon” è ancora lontano dall’uscire di scena, lo scorrere del tempo non scalfisce quella pesante corazza creata col tempo e che via via assomiglia sempre di più ad una fortezza inespugnabile piuttosto che ad una banale corazza. In molti han provato a levargli la corona dalla testa, qualcuno è riuscito talvolta a sfiorarla, ma nulla di più. Pokémon è  un punto d’incontro tra diverse generazioni di ragazzi, separati tra loro da diversi anni età.

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Alcune esperienze potrebbero persino essere le stesse. Mi ricordo che all’uscita dei primi capitoli di Pokémon nel 1996 (Rosso/Blu/Giallo) io ero un pessimo scolaro delle medie, che giocava a Pokémon in classe durante l’ora di matematica. Non che mi stufasse la matematica, sia ben chiaro… la odiavo, e ancora oggi ho grossi problemi con il mondo dei numeri… ma questa è un’altra storia. Potevo giocarci perché la mia professoressa era leggermente zoppa, quindi ci metteva del tempo prima di raggiungere il mio banco per controllare cosa in realtà io stessi facendo. I mie compagni possedevano già tutti il Gameboy Color (più piccolo, più maneggevole, e meno affamato di batterie stilo) io invece avevo la famigerata “Mattonella”.

GameBoy-Konsole-rot-Red-Zora-b(Solo lui pesava e ingombrava come un banco… non capisco ancora come la mia professoressa non riuscisse a vederlo direttamente dalla cattedra, probabilmente giocava a Pokémon di nascosto pure lei.)

Ne consegue che non avendo a disposizione la stessa tecnologia di ora dovevamo inventarcene delle belle per poter far cose che i ragazzi di oggi possono tranquillamente fare senza troppi problemi, e non solo parlando dell’ambito Pokémon.

Vi ricordate il cavo per gli scambi?

scambi

Oppure la luce per vedere lo schermo al buio?

Light boy

Questo lo avete mai visto? Presumo sia una vergine di Norimberga per Gameboy.

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Nonostante tutto ci divertivamo a combattere, far evolvere, sfidare e scambiare questi piccoli mostriciattoli tascabili, e ancora oggi succede tutto questo. L’articolo che ho scritto è solo un preambolo per la galleria di immagini che voglio proporvi, dove sono presenti diverse persone (probabilmente più vicine ai trenta piuttosto che ai dodici) che hanno deciso di tatuarsi sul corpo la parte della loro infanzia dedicata ai Pokémon. Alcuni sono estremamente originali e sono realizzati con gran cura e straordinaria maestria.

Buona visione.

A cura di JacKHiCKs

 

 

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